Chi Sono

Marco EspositoDa ragazzo volevo diventare giornalista. Sono fortunato perché ho superato i sogni: ho lavorato con Indro Montanelli, Marco Travaglio, Ezio Mauro, Eugenio Scalfari in testate come la Voce, il Messaggero, Repubblica.

Nel 2000, mentre ero a Roma, a Repubblica, Paolo Gambescia – che avevo conosciuto al Messaggero – mi ha offerto di lavorare al Mattino. Certo, confrontare Roma con Napoli e Repubblica con il Mattino poteva portare a una risposta ovvia. Ma a chiamarmi era la mia città.

Non so se per me valeva la definizione di “cervello in fuga”, so che la risposta l’ho data ascoltando il cuore.

“Torno a Napoli – mi son detto lasciando Repubblica – per fare un giornalismo di battaglia in favore del Sud”.

E così è stato: ecco alcune campagne-stampa, con l’indicazione del risultato raggiunto.

  • Rc auto, contro le supertariffe per i napoletani virtuosi
  • Decreto 56, contro i tagli automatici alla spesa sanitaria
  • Borsa elettrica, per la tariffa unica d’acquisto
  • Tremonti-bis, per fermare la proroga limitata al Nord
  • Banco Napoli, per la difesa del marchio storico
  • Fondazioni, per un riequilibrio in favore del Sud
  • Fondi europei, per una spesa non frammentata
  • Federalismo, contro la legge proposta dalla Lombardia
  • Gabbie salariali, per scongiurare le decurtazioni

Due campagne hanno avuto esiti clamorosi, come la condanna nel 2003 di Giulio Tremonti da parte del commissario europeo Mario Monti, perché il ministro aveva prorogato le agevolazioni della Tremonti-bis non in aree disagiate, come aveva affermato, bensì in oltre mille comuni del Nord colpiti, a suo dire, da “piogge insistenti” e in realtà, come dimostrò il Mattino, inesistenti.

Nel 2008 è stata decisiva l’inchiesta per svelare i conti diabolici del progetto di legge sul federalismo fiscale presentato dalla Lombardia e inserito dal Pdl nel programma elettorale dell’attuale governo Berlusconi. Il presidente della Lombardia Formigoni, in una intervista al Mattino, ha dovuto declassare la sua proposta di legge a semplice contributo. La campagna giornalistica ha ricevuto il premio Sele d’Oro 2008 (foto).

Ecco perché lo slogan della campagna è “Ho fermato Tremonti e Bossi”.

In ogni presentazione che si rispetti c’è uno spazio destinato agli impegni, alle promesse che fa ogni bravo candidato durante la campagna elettorale. Avrei disegnato una Campania senza centrali nucleari, con la garanzia dell’acqua pubblica, con più giustizia sociale, tariffe Rc auto oneste, incentivi automatici per chi assume e così via. Poi a metà dicembre un deputato di Idv, Antonio Palagiano, mi ha chiesto di passare subito all’azione e preparare qualche emendamento nella finanziaria regionale, che andava approvata entro il 31 dicembre 2009. E così ho scritto al volo cinque emendamenti, per dire no al nucleare in Campania, sì all’acqua pubblica, per costruire una tariffa Rc auto amica dei campani virtuosi, per raddoppiare i bonus che spettano sulle bollette energetiche alle famiglie in difficoltà economica, per assegnare alle imprese che assumono un incentivo automatico. Idv è all’opposizione in Campania ma ha la presidenza della commissione Bilancio, con Nicola Marrazzo.

I cinque emendamenti sono stati presentati, discussi e tutti approvati al punto da diventare l’ossatura della Finanziaria. Oggi sono legge regionale e quindi, per esempio, non sarà possibile costruire centrali nucleari in Campania e 200 mila famiglie quest’anno riceveranno un bonus nelle bollette elettriche da 58 a 144 euro. La promessa? Continuare così.

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes